Egisto Pandolfini, l’uomo giallorosso del primo gol in diretta in tv

Egisto Pandolfini biografia

Calciatore capace di abbinare talento e agonismo allo stesso tempo, Egisto Pandolfini (nella foto in alto, di Martini Tonti, in allenamento allo Stadio Nazionale nel novembre 1954) è stato il grande colpo di mercato della Roma al ritorno in Serie A nel 1952. La mezzala toscana, insieme con il discontinuo talento danese Helge Bronée, è il fiore all’occhiello della campagna acquisti di Renato Sacerdoti all’indomani della promozione. L’obiettivo del presidente giallorosso, che porta nella Capitale anche Azimonti, Grosso, Lucchesi, Renosto, Tessari, Frasi e Stocco, è lasciarsi alle spalle le delusioni passate. Sacerdoti sborsa quasi 60 milioni alla Fiorentina per avere Pandolfini. La sua cessione da parte del club viola provoca dure contestazioni tra i tifosi toscani, a dimostrazione del valore del calciatore, già da tempo in nazionale.

Egisto Pandolfini

Egisto Pandolfini, appena arrivato alla Roma, si allena nell’estate 1952 (Foto Archivio Marco Impiglia – Corriere dello Sport)

La biografia di Egisto Pandolfini

Mezzala completa, è in grado di giocare interno o mediano, a seconda delle esigenze. Nato il 19 febbraio 1926 a Lastra a Signa (Firenze), Pandolfini si affaccia alla prima squadra della Fiorentina durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi debuttare in Serie A nel 1945-46 e andare a farsi le ossa in Serie B con Empoli e Spal. Nel campionato cadetto segna a raffica, arrivando a vincere la classifica dei cannonieri del girone B della Serie B, con 20 reti, in maglia spallina, nel 1947-48. Rientrato alla Fiorentina nel massimo campionato, Egisto è subito titolare e si afferma definitivamente nel corso delle quattro stagioni vissute nella squadra della sua terra. Proprio alla Roma firma la sua prima doppietta in Serie A, in occasione del 3-1 per i viola del 21 novembre 1948.

Arriva alla Roma da capitano azzurro alle Olimpiadi

Quando matura il passaggio alla Roma, il 9 luglio 1952, Pandolfini ha 26 anni ed è nel pieno della carriera, già azzurro da un paio di stagioni e con uno “score” di 36 gol segnati nel massimo campionato. Al suo attivo anche la partecipazione al Mondiale del 1950 in Brasile (con un gol firmato al Paraguay) e quella da capitano alle Olimpiadi in Finlandia del luglio 1952 (con doppietta agli Stati Uniti).

Egisto PandolfiniIn giallorosso diventa immediatamente il punto di riferimento della squadra, distribuisce palloni utili, non perde il vizio di segnare e, quando occorre, sa anche fare il lavoro sporco in copertura. È lui il perno di un centrocampo formato anche da Bronée, Bortoletto e Venturi. Soprannominato “Caviglione” e “Pandora”, è il rigorista dei giallorossi. I suoi primi gol (di cui uno in rovesciata) nella Capitale arrivano con la doppietta del 9 novembre 1952 all’Udinese (2-2). È poi in campo il 17 maggio 1953, con i compagni di squadra Bortoletto, Grosso, Venturi e Galli, nella nazionale italiana che perde 3-0 contro l’Ungheria nel giorno dell’inaugurazione dello Stadio Olimpico. Nella seconda stagiono in giallorosso è capocannoniere della squadra con 13 reti. Vive la sua giornata di grazia il 10 gennaio 1954, quando segna una tripletta in 12 minuti (tra il 4’ e il 16’ del primo tempo) nel 5-3 che la Roma rifila al Legnano. Poco prima dell’intervallo “Pandora” si permette anche di farsi parare un calcio di rigore, ma sulla ribattuta segna Celestino Celio.

Il primo gol in diretta tv contro l’Egitto

Nel frattempo continua la sua carriera azzurra. È suo il primo gol in diretta mandato in onda dalla televisione italiana: il 24 gennaio 1954, alle 14.30, la Rai trasmette Italia-Egitto (qualificazioni mondiali) in una Milano sotto la neve e Pandolfini segna il vantaggio dopo appena 24 secondi e provocando peraltro un infortunio al portiere africano El Guelil, sostituito pochi minuti più tardi. La telecronaca è di Niccolò Carosio con Carlo Bacarelli, affiancati da Vittorio Veltroni. Gli azzurri vincono 5-1. Il successo sugli egiziani vale la qualificazione ai Mondiali in Svizzera che vedono Pandolfini tra i convocati. Al regista giallorosso viene affidata la maglia numero dieci e lui risponde segnando un gol su rigore nel 4-1 al Belgio. Complice un infortunio di Giampiero Boniperti nella prima partita, Pandolfini indossa per due volte la fascia di capitano in quel torneo iridato: l’Italia però viene subito eliminata e torna a casa.

Due gol contro la Lazio nel 1954

Nonostante le sue capacità realizzative Pandolfini non riesce mai a segnare in un derby di campionato. Si toglie una soddisfazione soltanto nella stracittadina valida per il Trofeo Remo Zenobi del 5 settembre 1954: la Lazio è battuta 2-0 grazie a una doppietta di “Caviglione” nel secondo tempo.

Nel 1954-55 la Roma è addirittura terza dietro a Milan e Udinese (miglior piazzamento giallorosso in campionato dallo scudetto del 1942 al terzo posto del 1975). Fondamentale è un gol di Pandolfini al 90’ contro il Torino, il 17 aprile 1955, nella fase decisiva del campionato. La settimana successiva è un suo rigore ad aprire le marcature nel match vinto 2-0 a San Siro sul Milan, che di lì a poco si sarebbe laureato campione d’Italia.

Milan Roma 0-2 1955

Il Corriere dello Sport celebra la vittoria della Roma a Milano il 24 aprile 1955

I problemi al ginocchio e la cessione all’Inter

La sua ultima stagione nella Roma è condizionata da un problema a un ginocchio che lo tiene spesso lontano dai campi di gioco. Segna solo due gol in 20 presenze e nell’estate nel 1956 viene ceduto all’Inter, dove l’anno successivo sarà raggiunto dal capitano giallorosso Arcadio Venturi. Alla sua prima da ex va a segno, nel 3-2 che i nerazzurri infliggono ai giallorossi, a San Siro, il 25 novembre 1956.

Egisto Pandolfini

Pandolfini contro il Napoli il 18 marzo 1956 (foto archivio Corriere dello Sport)

Citato in “Un giorno in pretura” e “Una vita violenta”

Disputa ancora un paio di gare in nazionale (in totale arriva a 21 presenze, di cui 5 da capitano, e 9 reti) per poi passare alla Spal, prima di chiudere la carriera nell’Empoli, conquistando una promozione dalla Serie D alla C nel 1961 da allenatore-giocatore.

Ai tempi della militanza giallorossa si guadagna una citazione nel film “Un giorno in pretura” (1953), con Alberto Sordi che fa il tifo per lui, mentre Pier Paolo Pasolini ne fa riferimento in una frase del romanzo “Una vita violenta” (1959), che diventerà anche una pellicola cinematografica (nel 1962).

Scompare alla vigilia di Fiorentina-Roma

Lasciati i campi di gioco diventa allenatore e dirigente della Fiorentina, risultando tra gli artefici della squadra del secondo scudetto viola, nel 1969. Roma resta sempre ben impressa nei suoi ricordi mentre continua a lavorare fino agli anni ’90 nella Fiorentina.

Un mese prima della sua morte, Massimo Izzi, consulente dell’archivio storico dell’AS Roma, gli consegna una maglia personalizzata giallorossa preparata dal club capitolino: «Ci era sembrato non solo ironico e affettuoso, ma anche in buona forma» le parole di Izzi a proposito dell’incontro. E invece Egisto Pandolfini scompare poco più tardi, a quasi 93 anni, il 29 gennaio 2019 nella sua Lastra a Signa. Se ne va proprio alla vigilia della “sua” partita: Fiorentina-Roma, quarto di finale di Coppa Italia 2018-19.

Egisto Pandolfini Roma

Egisto Pandolfini in giallorosso (foto Archivio Storico AS Roma)

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