Pruzzo-Völler una coppia da sogno? È esistita davvero

Pruzzo Völler

Roberto Pruzzo e Rudi Völler possono stare insieme nella formazione ideale della Roma di tutti i tempi? E chi è, secondo voi, il più forte tra il “Bomber” e il “Tedesco volante”? Negli anni della Hall of Fame giallorossa capita spesso di fare ragionamenti simili. E a volte, scavando nella memoria, si scopre che la realtà supera la fantasia perché la coppia da sogno Pruzzo-Völler è esistita davvero, trent’anni fa, con la maglia della Roma.

Pruzzo Völler

Pruzzo parla di Völler al Corriere dello Sport del 23 agosto 1987

Pruzzo e Völler insieme nella Roma

Roberto Pruzzo e Rudi Völler sono stati compagni di squadra nella stagione 1987-88, l’ultima del “Bomber” nella Roma e la prima del “Tedesco” all’ombra del Colosseo. In panchina, a giusto coronamento, c’era Nils Liedholm, tornato in giallorosso per la terza volta dopo l’esonero nel nascente Milan di Berlusconi. 

Pruzzo Völler

Le parole di Liedholm al Corriere dello Sport del 22 agosto 1987

Il super tandem agli ordini di Liedholm

«Via libera al tandem Voeller-Pruzzo» titola “Il Corriere dello Sport” del 22 agosto 1987, alla vigilia dell’esordio ufficiale della stagione, in Coppa Italia, contro il Monopoli: «Pruzzo può essere la spalla ideale per Völler» commenta Liedholm in vista del match. L’intesa tra i due centravanti sembra funzionare: «Quanto potremo dare alla Roma? Molto, moltissimo – dice Pruzzo al “Corriere dello Sport” del 23 agosto 1987 – Völler è uno degli attaccanti più forti in circolazione. Non ha problemi, tira da ogni posizione, è fortissimo di testa e sullo scatto può battere qualsiasi difensore. […] Völler può realizzare 15 gol, io almeno 7. […] Völler mi ha sorpreso, anche se l’avevo già apprezzato in televisione. Ma dal vivo è ancora più bravo».
Il 32enne centravanti giallorosso non si sente declassato dall’arrivo dell’ex attaccante del Werder Brema: «Nessun problema, la collaborazione è alla base di tutto, anche nel calcio. Io aiuterò Völler a segnare e lui ricambierà dando una mano a me».

Ecco tutte le partite ufficiali in cui Roberto Pruzzo e Rudi Völler hanno giocato insieme con la maglia della Roma, dal primo minuto o a gara già iniziata.

ROMA-MONOPOLI 1-0 (Coppa Italia, 23 agosto 1987)
Come da previsioni della vigilia, la prima gara ufficiale della stagione vede in campo all’Olimpico dall’inizio sia Völler, con la maglia numero 9, che Pruzzo, con la 11. A segnare il gol della vittoria è però Agostini, che rimpiazza il “Bomber” nell’intervallo. Sugli spalti si registrano malumori e contestazioni per l’esordio nella Roma di Manfredonia, ex calciatore di Lazio e Juventus.

Pruzzo 5 (Corriere dello Sport): Viene sostituito al 46’ da Agostini, che al 63’ mette la firma sulla rete decisiva. Negativo il giudizio del “Corriere dello Sport”: «Irretito nella selva di gambe avversarie, si è innervosito per le scorrettezze subite. E Liedholm lo ha giustamente sostituito».

Völler 7,5 (Corriere dello Sport): Gioca tutti i 90 minuti e colpisce un palo di testa al 62’, su assist di Agostini. Al 6’ impegna il portiere De Toffol con una splendida rovesciata e va nuovamente al tiro a inizio ripresa, da posizione ravvicinata, trovando sempre attento il numero uno pugliese. Al 57’ si fa largo nella difesa avversaria con il suo tipico dribbling e mette in mezzo una palla gol che Giannini spara su De Toffol. Dopo il palo e il gol di Agostini, manca il raddoppio alzando troppo la mira al 71’.

Positiva la sua pagella: «Ha avuto sempre a che fare con tre o quattro uomini nello spazio di pochi metri, non è riuscito a segnare solo per l’eccezionale bravura del portiere».

CAGLIARI-ROMA 1-1 poi 2-5 dopo i rigori (Coppa Italia, 6 settembre 1987)
Nella quinta e ultima giornata del girone eliminatorio di Coppa Italia, Liedholm ripropone dall’inizio la coppia Pruzzo-Völler. Il Bomber, in assenza di Bruno Conti, gioca con la maglia numero 7 mentre Rudi ha la 9. Il gol giallorosso è però firmato da Boniek. Il match, pur non essendo a eliminazione diretta, si conclude ai rigori perché, in via sperimentale, il regolamento della Coppa Italia prevede sempre i penalty in caso di pareggio dopo 90 minuti. Né Völler, sostituito nell’intervallo, né Pruzzo, per il precoce doppio errore dei sardi, vanno sul dischetto.

Pruzzo 6 (Corriere dello Sport): Disputa tutti i 90 minuti di gioco, ma non brilla: «Primo tempo davvero deludente – scrive “Il Corriere dello Sport” nella sua pagella – si è in parte riscattato nella ripresa, quando, assente Völler, ha tenuto una posizione più centrale». Al 65’ non inquadra goffamente la porta di testa su cross di Gerolin. Al 76’ è invece il portiere sardo Nanni, futuro preparatore dei portieri giallorossi, a negargli al gioia del gol su un’incornata stavolta precisa. All’ultimo minuto è infine il difensore Barone a impedirgli di segnare la rete della vittoria, salvando sulla linea a portiere battuto.

Völler 6 (Corriere dello Sport): Il tedesco è decisamente in ombra e viene sostituito da Baldieri al 46’. Al 37’ segna in girata su assist di Pruzzo di testa, ma l’arbitro Pezzella lo pesca correttamente in fuorigioco. Il 6 in pagella del Corriere è «un voto di stima più che per quello che ha fatto. Un paio di spunti iniziali, poi più niente, e nell’intervallo sotto la doccia».

ASCOLI-ROMA 1-1 (Serie A, 13 settembre 1987)
Alla prima di campionato Liedholm accantona il doppio centravanti, lasciando Pruzzo in panchina e schierando Völler dall’inizio. La Roma rischia il ko: sotto per il gol di Scarafoni al 30’ e con un uomo in meno per l’espulsione di Manfredonia prima dell’intervallo, riesce comunque a pareggiare grazie a un rigore di Boniek al 74’.

Pruzzo n.g.: Entra al 72’ al posto di Desideri e due minuti dopo la Roma trova il rigore del pareggio. Gioca una ventina di minuti al fianco di Völler, ma a quel punto i giallorossi, in dieci uomini, pensano soprattutto a portare a casa un punto quasi insperato.

Völler 6 (Corriere dello Sport): Non brilla all’esordio in Serie A, anche se ha qualche spunto interessante: al 4’ sfugge alla difesa marchigiana, ma spara su Pazzagli in uscita, poi sfiora il palo in mezza girata: «Quando parte mette paura e dà l’impressione di poter travolgere tutto – scrive il Corsport – ma ancora una volta la squadra ha fatto poco per aiutarlo».
Ben marcato da Flavio Destro (il papà di Mattia, futuro attaccante romanista), è penalizzato anche dalla pessima giornata di Boniek, che avrebbe dovuto assisterlo in attacco. La Gazzetta dello Sport gli dà 5,5 in pagella.

ROMA-CESENA 2-0 (Serie A, 20 settembre 1987)
«Entra Pruzzo e accende le polveri di Völler», titola il “Corriere dello Sport” a proposito della sfida di campionato tra giallorossi e romagnoli. Il tedesco si sblocca dopo l’ingresso del Bomber che gli serve la palla della sua prima rete in Serie A, seguita da una zampata Boniek. Nel Cesena è da segnalare la presenza di Agostino Di Bartolomei, che indossa la fascia di capitano, ma non brilla.

Pruzzo 6 (Corriere dello Sport): Entra al 64’ sullo 0-0, al posto di Bruno Conti, e dopo 10 minuti arriva l’uno-due della vittoria, firmato da Völler al 74’ e da Boniek al 76’. Nell’azione in mischia del gol del tedesco è proprio il vecchio bomber a toccare di testa l’assist decisivo, dopo uno scambio con Boniek. «Invocatissimo dai tifosi – scrive il “Corriere dello Sport” nella sua pagella – il suo innesto ha coinciso con la vittoria. Sarà anziano e spompato, ma è sempre un attaccante vero, il tipo di spalla di cui Völler ha bisogno». La “Gazzetta dello Sport” lo lascia senza voto.

Völler 7 (Corriere dello Sport): Nel primo tempo viene preso di mira dai difensori del Cesena (soprattutto Jozic), che gli fanno sentire i tacchetti sulle caviglie. L’arbitro Pairetto si sveglia tardi, iniziando a distribuire ammonizioni soltanto al quarto d’ora della ripresa. Maggiormente tutelato e assistito dal nuovo entrato Pruzzo, Rudi trova il gol, anticipando Cucchi e infilando Sebastiano Rossi con un potente rasoterra. Nel corso del match ha quattro palle gol: al 10’, al 22’, al 46’ e al 55’. Anche la Gazzetta dello Sport gli dà 7 in pagella. «Con due punte è tutto più facile», spiega soddisfatto il centravanti tedesco.

AVELLINO-ROMA 2-3 (Serie A, 27 settembre 1987)
Vincendo ad Avellino, la Roma si ritrova temporaneamente in testa alla classifica da sola dopo tre giornate (il primato sarà poi annullato alcune settimane più tardi per l’assegnazione della vittoria a tavolino del Napoli a Pisa). I giallorossi soffrono, vanno sotto per 2-1, ma agguantano la vittoria con una incornata di Collovati, tre minuti dopo l’ingresso di Pruzzo, che aveva iniziato in panchina.

Avellino-Roma

La Gazzetta dello Sport del 28 settembre 1987, dopo Avellino-Roma 2-3

Pruzzo n.g. (Corriere dello Sport): Rimpiazza Bruno Conti al 76’ e, per la terza volta consecutiva, la Roma trova il gol decisivo: «Conoscendo Liedholm (e la sua scaramanzia, n.d.r.) Pruzzo sembra “condannato” ad entrare nel finale, almeno fino a quando porterà bene» commenta con ironia il “Corsport” (nelle due gare successive, in realtà, il Bomber resterà invece in panchina). La “Gazzetta dello Sport” non gli assegna voto.

Roberto Pruzzo Avellino

Pruzzo si appresta a entrare in campo ad Avellino

Völler 6 (Corriere dello Sport): Come contro il Cesena, viene marcato duramente dai difensori avversari, primo fra tutti Murelli. «Ha passato più tempo a terra a protestare che in piedi a giocare» sottolinea qualche romanista scontento. La sua prestazione però non è da buttare: da un suo scambio con Boniek nasce il 2-2 di Giannini e poi colpisce il palo nel finale di gara, dopo aver scartato il portiere irpino Di Leo. Anche la “Gazzetta dello Sport” gli assegna 6 in pagella.

ROMA-COMO 3-1 (Serie A, 1 novembre 1987)
Per la prima volta in campionato Pruzzo (che la settimana prima è tornato al gol contro il Napoli) e Völler giocano insieme dall’inizio, anche se il tedesco, non al meglio fisicamente, lascerà il campo dopo un’ora. O’Rey di Crocefischi indossa un’inedita maglia numero 8 mentre il centravanti tedesco porta il 9. I due non si pestano i piedi e, a dir la verità, non giocano neanche una partita memorabile, ma aprono preziosi spazi per i centrocampisti: Pruzzo gioca un po’ più defilato, mentre Völler agisce centralmente, segnando il gol del raddoppio, al 9’.

Liedholm, a fine gara, commenta così il tandem offensivo: «Pruzzo si è rivelato come al solito molto utile. È avvenuto ciò che pensavo: in questo modo la squadra è più forte davanti, lo è meno in difesa. In alcune circostanze questo schema può essere utile. Vedremo volta per volta». L’esperimento sarà ostacolato però da problemi fisici che renderanno indisponibili i due attaccanti fino all’inizio di gennaio.

Pruzzo Völler

Il Corriere dello Sport del 1° novembre 1987 in vista di Roma-Como

Pruzzo 6 (Corriere dello Sport): Gioca tutti i 90 minuti della gara, non brilla, ma mostra abnegazione: «L’umiltà e lo spirito di sacrificio di aver accettato prima la panchina e stavolta la numero 8 valgono più di qualunque occasionale prodezza. È ancora una volta un esempio per tutti» scrive il “Corsport” nella sua pagella. Anche la “Gazzetta dello Sport” gli dà 6.

Völler 6,5 (Corriere dello Sport): Firma il gol del 2-0 di testa su preciso cross di Bruno Conti. Al rientro da qualche problema fisico, mostra una condizione atletica opaca, che ne limita il proverbiale scatto con dribbling. Al 60’, sul 3-0 per la Roma, viene sostituito da Desideri. «Mi sentivo rigido, incapace di scattare e subito molto stanco», ammette Rudi che poi dice anche: «la coppia con Pruzzo ha funzionato abbastanza bene, se non altro ho preso meno botte». Per il gol si merita comunque un 6 in pagella dalla “Gazzetta dello Sport”.

ROMA-EMPOLI 0-0 (Coppa Italia, 20 gennaio 1988)
«Völler e Pruzzo due ombre» titola il “Corriere dello Sport-Stadio” all’indomani del pareggio senza reti tra Roma ed Empoli nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia. I giallorossi vengono eliminati dal torneo a causa della sconfitta per 2-1 maturata due settimane prima, nella gara di andata in Toscana. Liedholm schiera i due centravanti sin dal primo minuto, e per tutta la gara, ma è l’Empoli ad andare davvero vicino al gol colpendo il palo con Incocciati. La Roma non va oltre 17 calci d’angolo battuti a zero. Pruzzo e Völler, non brillanti atleticamente, vengono facilmente neutralizzati dai loro marcatori, Vertova e Brambati. Tra i giallorossi si salva soltanto Giannini, che predica nel deserto.

Pruzzo 5 (Corriere dello Sport): L’unico acuto è un’incornata di testa delle sue, che però finisce sul fondo. Poi c’è da registrare un destro dai 20 metri fuori di poco. Al rientro dopo un periodo di scarso impiego, si mostra ancora arrugginito. Prende 5 anche nelle pagelle del quotidiano “L’Unità” e de “La Gazzetta dello Sport”, “Il Messaggero” gli dà 4 mentre “La Stampa” gli concede il 6.

Völler 5 (Corriere dello Sport): In gol nella gara di andata ad Empoli, non si ripete all’Olimpico. Le cronache della partita raccontano come non riesca ad andare al tiro neanche una volta. «È già finito il girone di andata e il tedesco appare in ritardo gravissimo – scrive allarmato il “Corriere dello Sport” – mai uno scatto, mai un guizzo, neppure un tiro. Brambati l’ha anticipato sistematicamente. Il voto 5 è di stima». “L’Unità” lo boccia con un inappellabile 4 nelle sue pagelle così come “La Stampa” e “Il Messaggero” mentre la “Gazzetta dello Sport” sale a 5.

ROMA-AVELLINO 0-0 (Serie A, 7 febbraio 1988)
Il primo inverno nella Capitale continua a essere amaro per Rudi Völler che contro l’Avellino fallisce un gol fatto, si becca i fischi della Curva Sud e si scaglia contro il suo marcatore, Amodio, che lo maltratta: «Non posso accettare tutti quei falli – le parole dell’attaccante tedesco, che esce dal campo con una caviglia gonfia – in certe condizioni giocare diventa impossibile. Ogni volta che toccavo il pallone finivo a terra. E non è tutto: ho ricevuto anche una gomitata sul viso, quando l’azione era lontana». Il “trattamento particolare” sul numero 9 della Roma non passa inosservato però all’arbitro Sguizzato di Verona che al 32’ espelle Amodio per somma di ammonizioni. Nella ripresa, al 59’, entra in campo anche Pruzzo (al posto di Tempestilli), ma i giallorossi non riescono a sbloccare un match giocato per un’ora in superiorità numerica. Non manca la sfortuna: la Roma infatti colpisce quattro volte la traversa.

Roberto Amodio

Le accuse di Völler ad Amodio sul Corriere dello Sport

Pruzzo n.g.: La Curva Sud chiede a gran voce il suo ingresso in campo e Liedholm lo mette dentro nel secondo tempo per cercare il gol della vittoria, che però non arriva. Gli mancano i rifornimenti di cross utili ai suoi proverbiali colpi di testa. Mario Pennacchia, sulla “Gazzetta dello Sport”, lo definisce amaramente «ormai una foto-ricordo del bomber-scudetto».

Völler 5,5 (Corriere dello Sport): Titolare, viene marcato anche con le cattive da Amodio, espulso poco dopo la mezz’ora, e non brilla neanche stavolta: «è un quinto del Völler che conoscevamo» scrive il “Corsport” nella sua pagella, pur riconoscendogli qualche timido progresso. Nel finale di gara fallisce una ghiotta occasione, a pochi metri dalla porta, ipnotizzato dal numero uno irpino Di Leo. Uscendo dallo stadio Olimpico viene contestato da un gruppetto di tifosi romanisti. Prende 5 nella pagella della “Gazzetta dello Sport”.

ROMA-EMPOLI 1-0 (Serie A, 20 marzo 1988)
Al quarto tentativo stagionale la Roma riesce finalmente a battere l’Empoli: in assenza di gol delle bocche da fuoco, ci pensa Giannini a decidere il match, con una fiondata di sinistro in apertura di secondo tempo. Völler gioca tutti i 90 minuti mentre Pruzzo subentra dopo l’intervallo al posto del compagno di reparto Agostini.

Pruzzo 5,5 (Corriere dello Sport): Entra nella ripresa e si fa notare soltanto per una girata al volo, sventata sulla linea di porta dal difensore empolese Vertova.

Völler 5 (Corriere dello Sport): I tifosi del Cucs provano a incoraggiarlo con uno striscione («segna per noi magico Rudi»), ma il tedesco delude ancora una volta. «Il mistero continua» scrive succintamente il “Corriere dello Sport” nelle sue pagelle, dandogli l’insufficienza. La “Gazzetta dello Sport” lo giudica da 6 salvo poi spiegare che «ha disputato una partita mediocre non riuscendo a trovare il guizzo risolutore».

ROMA-MILAN 0-2 (Serie A, 17 aprile 1988)
I giallorossi si arrendono in casa al Milan di Arrigo Sacchi, lanciato all’inseguimento del Napoli e destinato a vincere lo scudetto. Liedholm si affida inizialmente soltanto a Völler per poi inserire Pruzzo al 69’, sull’1-0 per i rossoneri. Il tandem di centravanti non funziona: il tedesco continua a vivere un lungo periodo di involuzione mentre il Bomber appare al crepuscolo della carriera.

Pruzzo n.g. (Corriere dello Sport): Entra a metà del secondo tempo al posto dell’infortunato capitan Giannini e ha modo di fallire una facile occasione sotto porta: «La pensione, strameritata, è vicina» scrive severamente il “Corsport”. Su cross di Domini infatti il “Bomber” cade goffamente a un paio di metri dalla linea bianca mancando l’appuntamento con il pallone. Prende 5 nella pagella della “Gazzetta dello Sport” e 4 in quella de “La Stampa”.

Pruzzo Milan

L’occasione fallita da Pruzzo contro il Milan

Völler 5,5 (Corriere dello Sport): Titolare, gioca una partita ancora in ombra: «Il quiz è di moda – si legge sul “Corriere dello Sport” – non ce la fa proprio lui oppure è troppo solo? I compagni non l’aiutano molto, è vero, ma il tedesco è l’ombra del giocatore che la Roma conosceva». La “Gazzetta dello Sport” gli dà 4 e accompagna le pagelle con il titolo «la Roma tradita da Völler». Prende 5,5 dal quotidiano “L’Unità”.

Rudi Völler

Rudi Völler in azione contro il Milan

ROMA-VERONA 1-0 (Serie A, 15 maggio 1988)
L’unica partita di campionato in cui la coppia da “Hall of fame” gioca insieme tutti i novanta minuti coincide con la gara d’addio di Pruzzo alla Roma nell’ultima giornata di Serie A. Il “Bomber” indossa la maglia numero 9 mentre Völler ha la 11. La gara è decisa da un guizzo di testa all’8’ di Manfredonia, che regala ai giallorossi il terzo posto in campionato.

Pruzzo Roma Verona

Il saluto della Curva Sud a Pruzzo (foto da Asromaultras.org)

Pruzzo 6 (Corriere dello Sport): Ultima partita nella Roma per il “Bomber” salutato in maniera indimenticabile dalla Curva Sud, che gli dedica uno striscione con scritto «106 volte grazie» (tante quanti sono i suoi gol in maglia romanista), accompagnato da decine di striscioni più piccoli con il nome Pruzzo. L’arbitro Nicchi non gli concede il gol dell’addio: al 10’ infatti una sua conclusione viene respinta dal difensore Volpecina oltre la linea bianca, ma il direttore di gara lascia giocare dopo aver scambiato un’occhiata con il guardalinee. Per il resto la prestazione di Pruzzo non è da ricordare, ma la giornata ricca di emozioni resta storica.

Völler 5 (Corriere dello Sport): Il tedesco volante non si sblocca neanche con l’aiuto di Pruzzo, colpisce un palo poco prima dell’intervallo ma continua a essere troppo macchinoso. La “Gazzetta dello Sport” gli dà 6 notando una sua «grande crescita atletica»; anche “La Stampa” nota i progressi e lo giudica da 6,5. Il campionato però è finito: i tifosi romanisti si gusteranno il vero Rudi Völler soltanto negli anni successivi.

Roma Verona 1988

Völler a terra nel match contro il Verona del 1988

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