Il nostro 1927. La Roma supera il Verona e vola in testa

Roma Verona 1927

Domenica 9 ottobre 1927. La Roma batte 3-1 l’Hellas Verona e vola al primo posto del girone B della Divisione Nazionale dopo tre giornate. I giallorossi, trascinati da una doppietta di Cappa e da un gol di Fasanelli, agganciano in vetta l’Inter del 17enne Meazza, fermata sul pareggio dalla Pro Patria.

Roma-Hellas Verona 3-1, la partita

In un Motovelodromo Appio colmo di tifosi la formazione giallorossa dà spettacolo per un’ora chiudendo la pratica già nel primo tempo. L’inizio match è un assedio romanista alla porta del Verona, con il portiere veneto Masetti bombardato da numerosi tiri e protagonista di parate prodigiose. Al 10’, addirittura, neutralizza per tre volte in pochi secondi altrettante conclusioni di un incredulo Bussich. Ci si mette anche il palo a salvare gli scaligeri, su un tiro a botta sicura dell’italo-argentino Chini Ludueña. Al quarto d’ora l’arbitro Felice Rovida di Milano interrompe il match per un minuto di silenzio di memoria del deputato piemontese Roberto Forni, presidente del Novara, scomparso un paio di giorni prima durante un’esercitazione in aeroplano (la sfida Casale-Novara, in programma in questa stessa giornata, viene rinviata per lutto).

L’enigma del raddoppio: gol di Bussich o di Cappa?

Al 19’ la Roma passa in vantaggio con Cappa su assist di Bussich. Il raddoppio giallorosso matura un minuto più tardi: Bussich va al tiro, il terzino Pansetti sfiora la sfera anticipando Masetti mentre Cappa, all’altezza della linea di porta, ribadisce a rete. Non è da escludere che la mezzala giallorosa tocchi il pallone oltre la linea bianca, anche perché la “Gazzetta dello Sport” attribuisce il gol a Bussich (pur riferendo dell’intervento di Cappa che «dà il colpo di grazia») mentre la cronaca de “L’Impero” parla di autogol di Pansetti (erroneamente chiamato Panelli).

Al 26’ Masetti è ancora prodigioso su una conclusione di Bussich («strappa gli applausi al pubblico» scrive il “Corriere dello Sport” a proposito del portiere scaligero), ma un minuto più tardi la Roma fa tris con Fasanelli di testa su cross di capitan Ferraris IV. In chiusura di primo tempo nuovamente Bussich sfiora il poker, ma è il palo (il secondo dopo quello colpito da Chini) a strozzargli la gioia del gol.

Acciacchi per Degni e Ferraris IV

In apertura di ripresa non si ferma il monologo della squadra di Garbutt: Masetti continua a parare tutto il possibile e al 58’, quando gli sfugge il pallone su cross del debuttante Scardola, viene graziato da Bussich che manca il bersaglio da pochi metri a porta vuota.

Dopo il quarto d’ora del secondo tempo la Roma cala vistosamente: Degni e Ferraris IV, leggermente infortunati durante il match, sono meno brillanti nel lavoro d’interdizione e faticano a contenere gli avversari. Intorno al 70’ il portiere giallorosso Ballanti, anche lui all’esordio, esce maldestramente costringendo il terzino Mattei a toccare la palla di mano per impedire all’Hellas di segnare. Il conseguente rigore, incontestabile, viene battuto da Arnaldo Porta: Ballanti riesce a respingere, ma lo stesso “brasiliano di Verona” ribadisce a rete firmando il gol della bandiera.

Ballanti primo portiere romanista a parare un rigore

Finalmente efficace, al centro dell’attacco, il nuovo acquisto Bussich, in ombra nelle prime uscite stagionali. Oltre all’ex triestino, il migliore tra i giallorossi è il mediano Rovida, che supplisce al calo di Degni (autore comunque di una gran primo tempo) e di Ferraris IV nella ripresa. Buona la prova dell’ala destra Scardola, affidabile sostituto di Ziroli e prezioso con i suoi cross, non sempre raccolti dalle punte giallorosse. Troppo arretrato il raggio d’azione di Fasanelli, lento e macchinoso nonostante il gol realizzato. Agrodolce la prestazione di Ballanti, non sempre sicuro negli interventi, ma di fatto primo portiere nella storia della Roma a parare un calcio di rigore, pur ribadito a rete dall’attaccante avversario.

Il 20enne Masetti protagonista di grandi parate

Tra i veneti spicca la prestazione del non ancora 20enne portiere Masetti, che con le sue parate («difficili e feline» secondo “Il Messaggero”) riesce a limitare il passivo. Il giovane estremo difensore dell’Hellas è al primo incrocio, da avversario, con la squadra che diventerà una parte fondamentale della sua vita. Nel 1930 Masetti sarà ingaggiato dalla Roma, diventandone portiere, bandiera e capitano in occasione del primo storico scudetto vinto nel 1942.

ROMA-HELLAS VERONA 3-1
Reti: 19’ e 20’ Cappa (R), 27’ Fasanelli (R), 71’ Porta (HV).
Roma: Ballanti; Mattei I, Corbjons; Ferraris IV, Degni, Rovida P.; Scardola, Fasanelli, Bussich, Cappa, Chini. All. Garbutt.
Hellas Verona: Masetti; Carra II, Pansetti; Cavalleri III, Albertini, Cavalleri II; Porta, Morandi, Bernardi, Dalfini, Signorini. All. Fagiuoli.
Arbitro: Rovida F. di Milano.
Note: gara disputata alle 15 al Motovelodromo Appio. Al 71’ Ballanti para un rigore a Porta che però riesce a ribadire a rete. La Roma gioca in maglia rossa con bordi gialli.
Note sulle fonti: la “Gazzetta dello Sport” (così come “La Stampa”) attribuisce il secondo gol della Roma a Bussich, con deviazione ininfluente di un terzino del Verona, ma nella cronaca nel match racconta anche di un tocco conclusivo di Cappa, evidentemente sulla linea di porta. Secondo “L’Impero” si tratterebbe invece di autogol di  Pansetti (erroneamente chiamato Panelli). “Il Messaggero” attribuisce la segnatura a Cappa. Non è da escludere che Cappa abbia ribadito a rete quando il pallone aveva già superato la linea bianca.
I giornali della vigilia avevano annunciato, prima del match, la sfida tra la Roma riserve e la Virtus Goliarda di cui non si trova traccia nella cronaca dei giorni successivi.

Nella foto principale: Cesare Augusto Fasanelli, autore del terzo gol romanista.

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