IL NOSTRO 1927. Inizia il botta e risposta tra Foschi e Vaccaro

Foschi Vaccaro Tevere

VENERDÌ 10 GIUGNO 1927. Italo Foschi, presidente dell’A.S. Roma, è alla casa del fascio di Bologna per un importante direttorio federale, utile a organizzare la nuova stagione calcistica. È indubbio che Foschi informi il presidente della Figc Leandro Arpinati della fondazione del club giallorosso, nato tre giorni prima, e che inizi a preparare il campo per l’ammissione della Roma al massimo campionato. Nella riunione peraltro vengono approvate alcune modifiche alla Carta di Viareggio del 1926, che stabilisce i criteri per la formazione degli organici dei campionati di calcio.

Giorgio Vaccaro

Giorgio Vaccaro, vicepresidente della Lazio

Giorgio Vaccaro scrive a “Il Tevere”

Sfogliando il quotidiano “Il Tevere” di oggi (nella foto in alto la pagina sportiva), Giorgio Vaccaro, consigliere federale e vicepresidente della Lazio, legge una breve nota di Foschi, che annuncia dettagliate spiegazioni sulle cause che hanno portato i biancocelesti a rimanere esclusi dall’A.S. Roma. Vaccaro decide di anticipare il presidente giallorosso, impegnato a Bologna, e scrive a sua volta una lettera a “Il Tevere”, attaccando Foschi e avvalorando una versione dei fatti a sé favorevole: era stata la Fortitudo-Pro Roma, e non la Lazio, a far fallire l’operazione la sera del 6 giugno.

Foschi Vaccaro Tevere

Il particolare della nota di Foschi su “Il Tevere” del 10 giugno 1927

La gioia per la fondazione dell’A.S. Roma
Su un altro quotidiano, “L’Impero”, il giornalista C. Conti commenta la nascita dell’A.S. Roma in tono positivo: «Roma finalmente potrà, così unita, fronteggiare con più sicurezza le forti avversarie – si legge in un articolo preparato il 10 giugno per essere pubblicato il giorno successivo – e quel che più conta, gli animi così fusi, potranno portare un vero giovamento alla tanta desiderata chiarificazione dell’ambiente calcistico romano». Il bacino di giocatori della nuova squadra giallorossa viene calcolato dal giornale capitolino in circa 400 uomini, comprendenti tutte le formazioni, anche giovanili e riserve, di Fortitudo, Alba e Roman.

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