IL NOSTRO 1927. Polemiche arbitrali: «Le squadre romane sono figliastre»

1927 arbitri

SABATO 19 FEBBRAIO 1927. C’è un malumore perdurante nella Capitale dopo le sanzioni che hanno colpito Alba (due giocatori, Mattei e Ziroli, squalificati) e Fortitudo (squalifica del campo e match perso a tavolino con il Bologna) da parte del Direttorio delle Divisioni Superiori (la Lega Calcio dell’epoca). Il quotidiano “Il Messaggero”, come aveva fatto il giorno precedente “L’Impero”, torna sull’argomento in tono fortemente polemico, con una lettera di Costantino Gastone Bigotti.

«Il nuovo c.s. del Direttorio delle Divisioni Superiori ing. Ottorino Barassi, appena insediatosi nell’incarico, ha avuto la bellissima idea di dare una tirata d’orecchie alle due squadre romane di Divisione Nazionale: Alba e Fortitudo – scrive Bigotti – cambiano dunque i tutori, ma non i tempi! Come per il passato le squadre romane continuano a essere le meschine figliastre degne solo di sevizie e sguardi truci».

«Ora ci domandiamo la ragione di questa parzialità che si fa di giorno in giorno sempre più evidente e domandiamo a che cosa si mira. L’Alba e la Fortitudo battute domenica scorsa solo per la deficienza arbitrale che chiamiamo, per i suoi intenti, misteriosa, vengono poste da uno dei gerarchi del calcio italiano sul palco del giudizio per essere ancora bastonate e umiliate. A noi sembra che si sia arrivati, questa volta, proprio al famoso colmo con il quale la misura trabocca».

NAZIONALE, BIGLIETTI FINITI ANCHE TRA I BAGARINI A MILANO
A Milano si pensa ad altro: è la vigilia della sfida tra la Cecoslovacchia e la nazionale azzurra, che sarà impegnata a San Siro per la prima volta nella sua storia. Risultano ormai esauriti i posti numerati da 40 e 50 lire sia ai botteghini che tra i bagarini, che anche all’epoca esistono già e vendono i tagliandi a prezzo maggiorato. Restano ancora disponibili i biglietti da 10 e 25 lire, presi d’assalto dagli appassionati milanesi. Nella formazione azzurra è sicuro del posto a metà campo il monticiano Fulvio Bernardini mentre tra i rincalzi c’è l’altro romano Attilio Ferraris IV.

Nella foto: Attilio Ferraris con un arbitro ai tempi della Roma.

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