IL NOSTRO 1927. Il Bologna vuole acquistare Attilio Ferraris

Cesare Carpi

MERCOLEDì 9 FEBBRAIO 1927. Anche 90 anni fa esistevano le indiscrezioni di calciomercato che potevano esaltare o preoccupare tifosi e addetti ai lavori. Il quotidiano romano “L’impero” riporta le voci secondo cui Attilio Ferraris, 23enne capitano e uomo simbolo della Fortitudo, mediano già nel giro della nazionale azzurra, potrebbe lasciare la Capitale per andare al Bologna. «Non nascondiamo il nostro stupore pensando che Roma debba privarsi di simili preziosi elementi – scrive “L’impero” – a quando un po’ di senno nell’agone sportivo?[…] Desidereremmo, ci augureremmo anzi, una smentita, ma temiamo ch’essa non venga».

GLI EMILIANI VOGLIONO ANCHE COSTANTINO, CHE ANDRÀ ALLA ROMA
La stampa riporta un interessamento da parte del Bologna anche per Raffaele Costantino, 19enne ala destra del Liberty Bari, che milita in Prima Divisione (la Serie B di allora), nello stesso girone del Roman. Il trasferimento non si concretizzerà: Costantino resterà altri tre anni in Puglia prima di passare alla Roma nel 1930 per l’enorme cifra di 70 mila lire, lasciando a bocca asciutta, anche in quella occasione, il Bologna.

Augusto Rangone

Il ct Rangone

BERNARDINI VERSO LA CONFERMA IN AZZURRO
Intanto si inizia a guardare anche al prossimo impegno della nazionale, che il 20 affronterà la Cecoslovacchia a Milano. Dalla prime indicazioni del commissario tecnico Augusto Rangone sembra difficile l’impiego degli juventini Combi e Rosetta, vittime di infortuni nell’ultima partita di campionato, contro l’Inter, giocata su un campo innevato. Per il portiere e per il terzino bianconero non ci sono grandi speranze di recupero. Se per la difesa ci saranno cambiamenti, il ct sembra invece intenzionato a confermare la linea mediana e l’attacco, che tanto bene hanno fatto nell’ultimo match a Ginevra, vinto 5-1 sulla Svizzera. Va quindi verso la riconferma il romano Fulvio Bernardini dell’Inter mentre si riducono le speranze di vedere in campo Ferraris della Fortitudo, che era andato in terra elvetica soltanto come rincalzo.

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