IL NOSTRO 1927. Ferraris IV a Ginevra, Foschi contro il ct azzurro

Ferraris Foschi

SABATO 29 GENNAIO 1927: Vigilia dell’amichevole tra la Fortitudo e una selezione ungherese e del recupero di campionato Pro Vercelli-Alba. Il quotidiano “L’Impero”, a proposito della prestigiosa sfida della formazione di Borgo Pio contro i magiari, parla di «squadra di ungheresi raccogliticci, ma convien dir subito che costoro, salvo qualche rara eccezione, sono quanto di meglio ha potuto produrre nel gioco del calcio la progreditissima nazione ungherese».

Secondo le indiscrezioni della vigilia Endre Boros, attaccante ungherese della Fortitudo, giocherà nella selezione magiara. “L’Impero”, evidentemente a sottolineare il difficile inserimento del calciatore nella squadra capitolina, con caustica ironia scrive: «Siamo curiosi di sapere cosa saprà fare quella funebre e jellatrice cariatide di Boros, inquadrato con uomini che lo “sanno capire”». Tra i convocati ungheresi annunciato, come rincalzo, anche l’attaccante del Genoa Dezső Gencsy. La formazione annunciata della Fortitudo dovrebbe essere Vittori, De Micheli, Corbjons, Scocco, Ghisi, Sansoni III, Puerari, Cappa, Bianchi, Sbrana, Canestrelli.

GLI AZZURRI, CON FERRARIS, ARRIVANO A GINEVRA IN PRIMA CLASSE
Il 29 gennaio 1927 è anche la vigilia di Svizzera-Italia: la comitiva della nazionale azzurra, con Attilio Ferraris della Fortitudo, parte alle 10.40 in treno per Ginevra da Sesto Calende, dove si era radunata per disputare un match d’allenamento. Ci sono anche Rosetta, in dubbio fino all’ultimo, e il futuro romanista Cattaneo, convocato in extremis per un infortunio patito da Conti, a rischio per il match di domani.

Il gruppo di commissario tecnico Rangone, che viaggia in prima classe in un vagone riservato ai soli componenti della squadra, arriva a Ginevra intorno alle 21, con un’ora e mezza di ritardo rispetto all’orario previsto. Ad accogliere gli azzurri in stazione ci sono pochi irriducibili appassionati. La squadra si sposta poi nello splendido Hotel de Russie, a due passi dal fiume Rodano, dove alloggerà. La Figc ha siglato una speciale convenzione con l’albergo affinché i calciatori possano rifocillarsi a prezzi scontati.

LE SCELTE DEL CT CONTESTATE DA FOSCHI E POZZO
Il ct azzurro ha in mente di non toccare il tridente offensivo, tutto torinista, formato da Baloncieri, Libonatti e Rossetti, e ha già deciso di schierare l’esperto attaccante Cevenini come mediano destro. La scelta lascia perplessi i collaboratori di Rangone, che si riuniscono in serata per discuterne, senza interpellare il commissario tecnico. Italo Foschi, patron della Fortitudo e consigliere federale, l’allenatore Vittorio Pozzo, già ct azzurro e uomo di spicco del nostro calcio, il maestro Giuseppe Zanetti, segretario della Federcalcio, e Giovanni Mauro, ex arbitro e grande dirigente, dopo una chiacchierata in albergo decidono di inviare Foschi, la mattina successiva, per cercare di convincere Rangone a schierare Cevenini in prima linea. Il ct peraltro, passeggiando per i corridoi dell’albergo, ascolta involontariamente la conversazione e rimane turbato dal dissenso dei suoi collaboratori.

Giovanni Mauro

Giovanni Mauro, arbitro e dirigente sportivo

SVIZZERA IN DIFFICOLTÀ DOPO L’ARGENTO OLIMPICO DEL 1924
Italia e Svizzera si affrontano per la tredicesima volta nella loro storia. Gli elvetici sono reduci dall’argento olimpico ai Giochi del 1924 e nell’ultima gara del 1926 hanno ottenuto un prestigioso successo per 3-2 a Monaco di Baviera, contro la Germania. Negli ultimi anni però i rossocrociati sono andati incontro anche a clamorose debacle, come il 7-1 incassato dall’Austria nell’ottobre 1926 o il 5-0 in Olanda nel marzo dello stesso anno.

Svizzera Italia 1927

L’Hotel De Russie a Ginevra, dove alloggiano gli azzurri

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