Angelo Di Livio nella Roma, un gol dimenticato del 1985

Angelo Di Livio

Un sogno realizzato soltanto a metà. E’ quello di Angelo Di Livio nella Roma: “Soldatino”, come fu ribattezzato da Roberto Baggio ai tempi della Juventus, è riuscito a indossare la maglia della squadra del suo cuore senza però arrivare mai a disputare una partita ufficiale in giallorosso.
Nato il 26 luglio 1966 nella Capitale, Angelo Di Livio cresce calcisticamente nella polisportiva Bufalotta, a Nord di Roma, in via di Settebagni, vicino casa. Gioca a pallone e si diverte insieme al fratello Maurizio, pur dovendo fare qualche sacrificio. «Vengo da una famiglia normale – racconta al Guerin Sportivo nel dicembre 2012 – mio padre Amerigo operaio e mia madre Antonia casalinga, oltre a mio fratello che faceva il benzinaio. Vivevamo a Roma, quartiere Bufalotta, si faceva un po’ fatica ad arrivare a fine mese. Io ho smesso di studiare dopo la terza media e ho iniziato a lavorare in un negozio di casalinghi, poi in uno di scarpe. Mattina lavoro, pomeriggio allenamenti. Ho imparato il senso del sacrificio e il gusto per la conquista, mentre mi rode un po’ non aver studiato di più».

Di Livio Roma

Desideri e Di Livio (a destra) nel 1983 (foto www.asrtalenti.altervista.org)

Angelo Di Livio, con la Roma in fondo al cuore

A 15 anni Di Livio passa alla Roma e milita nel settore giovanile giallorosso per qualche stagione, fino al 1985 (quando ha 19 anni), vincendo lo scudetto Allievi nel 1983 e quello Primavera nel 1984. Wikipedia, erroneamente, gli attribuisce anche il successo nel Torneo di Viareggio 1983, ma il futuro giocatore di Juve e Fiorentina non gioca neanche un minuto in quell’occasione.

«Con la Roma ho fatto fino alla Primavera, sono andato due-tre volte in panchina con la prima squadra ai tempi di Eriksson, ma andai via senza giocare un minuto», le parole di Angelo Di Livio alla Gazzetta dello Sport il 7 gennaio 2016. Spulciando negli archivi si trovano, in effetti, due apparizioni in panchina in Serie A, il 30 settembre 1984 in occasione di Atalanta-Roma 0-0 e il 31 marzo 1985 in Fiorentina-Roma 1-0 (rete di Passerella su punizione). Poi qualche altra apparizione tra le riserve, in quel 1984-85, in partite di Coppa Italia (cinque totali, tra le quali una nel derby vinto 2-0 il 9 settembre 1984). Nessuna presenza in gare ufficiali quindi per Di Livio, che lascerà la Roma nell’estate 1985, ma almeno cinque presenze in gare amichevoli, con un gol segnato.

Le cinque amichevoli nella Roma

Grazie all’aiuto di Massimo Germani, grande custode della storia della Roma, siamo riusciti a ritrovare quelle cinque partite giocate da Angelo Di Livio con la prima squadra giallorossa, pur senza punti in palio.
L’esordio in amichevole risale al 19 giugno 1984, quando il futuro “Soldatino” non ha ancora 18 anni: la Roma affronta l’Ostiamare per preparare la doppia finale di Coppa Italia contro il Verona. Nils Liedholm, al Flaminio, dà spazio nella ripresa a tanti ragazzini della squadra Primavera, che a sua volta si appresta a giocare le due finali scudetto contro il Milan. In tribuna ci sono il presidente Dino Viola e il futuro allenatore Roberto Clagluna, che affiancherà Eriksson. I giallorossi, in un caldo infernale, vanno in svantaggio dopo pochi secondi, poi rimontano e dilagano, vincendo per 6-2 contro la formazione del litorale, che milita nel Campionato Interregionale. La giovane ala destra Di Livio gioca l’intero secondo tempo al fianco di campioni come Cerezo e Pruzzo. La cronaca del Corriere dello Sport però sottolinea, tra i ragazzi, soprattutto la prestazione di Desideri, Impallomeni e Di Mauro (gli ultimi due vanno anche in gol). L’amichevole con l’Ostiamare porta fortuna: la Roma vincerà la Coppa Italia mentre la Primavera giallorossa si aggiudicherà il suo quarto scudetto.

DI LIVIO AL POSTO DI CEREZO A MODENA. La seconda presenza in amichevole di Angelo Di Livio risale al 4 settembre 1984, a Modena, in una calda serata estiva nell’ambito della “Festa dell’Unità Sport”. Il tecnico svedese Sven Goran Eriksson, arrivato da poche settimane al posto di Liedholm, è in Romania per visionare lo Steaua Bucarest, prossimo avversario in Coppa delle Coppe. Così la guida tecnica, in  occasione di quell’amichevole con il Modena, spetta a Roberto Clagluna, che tra infortuni e riposo precauzionale in vista dell’imminente derby di Coppa Italia, lascia a casa Ancelotti, Iorio, Maldera, Conti, Bonetti e Falcão. Il 18enne Di Livio entra all’inizio della ripresa, insieme al secondo portiere Malgioglio e ai compagni di Primavera Petitti e Sgherri. Il risultato è già al sicuro grazie a una doppietta di “Dustin” Antonelli così l’impegno del giovane centrocampista, che sostituisce nientedimeno che Cerezo, risulta meno gravoso. La Roma vince 2-0 davanti al presidente Viola, seduto in tribuna accanto al ds Previdi. Di Livio peraltro sfiora il gol costringendo il portiere emiliano Pizzetti a una parata prodigiosa, l’appuntamento con la rete è soltanto rinviato di qualche mese.

AL FIANCO DEL RIENTRANTE ANCELOTTI. Passa poco più di un mese e il ragazzino della Primavera viene nuovamente chiamato tra i grandi per un’amichevole, stavolta contro il Cynthia Genzano, in occasione di un provino ad hoc per Carlo Ancelotti, reduce dal secondo infortunio al ginocchio. E’ l’11 ottobre 1984 e al Flaminio i giallorossi superano 4-2 la formazione dei Castelli, che disputa il Campionato Interregionale. Di Livio entra in campo dopo un’ora al posto di Bruno Conti, protagonista della partita e acclamato dal pubblico per i tanti numeri spettacolari e il gol segnato.
La settimana successiva, il 18 ottobre 1984, la Roma batte 5-0 la Nuova Viterbese (Campionato Interregionale) e Angelo Di Livio è ancora in campo, per mezz’ora, subentrando al posto di Cerezo. Le attenzioni sono ancora tutte per Ancelotti, che convince sempre più in vista del suo ritorno in campionato.

IL GOL CONTRO LA SPES MONTESACRO. L’ultima apparizione di Angelo Di Livio con i big giallorossi risale al giorno della Festa della Liberazione 1985, allo Stadio Flaminio, in occasione di un’amichevole infrasettimanale, contro lo Spes Montesacro, formazione che proprio in quella stagione vince il campionato Promozione guadagnandosi un posto nell’Interregionale (l’odierna Serie D). Negli ultimi minuti Di Livio entra in campo rimpiazzando Di Carlo, autore di una tripletta, insieme con i compagni di Primavera Pappalardo e Impallomeni. Il risultato è ormai al sicuro, sul 7-1 per la Roma, e Di Livio, dopo l’8-1 firmato dall’amico Impallomeni, ha il tempo di far gol chiudendo i conti al novantesimo, proprio contro la squadra del quartiere in cui è cresciuto. Potrebbe essere l’inizio di una lunga avventura in giallorosso e invece quello è l’unico e ultimo bagliore della carriera di Angelo Di Livio nella Roma.

Angelo Di Livio

Angelo Di Livio e Francsco Totti

In estate passa in prestito alla Reggiana, iniziando un lungo peregrinare (via Nocerina, Perugia e Padova) che lo porterà soltanto otto anni dopo a giocare in Serie A, con la maglia della Juventus. Il debutto nel massimo campionato, per un altro scherzo del destino, è proprio contro la Roma il 5 settembre 1993: la Juventus perde 2-1 all’Olimpico (reti giallorosse di Balbo e Muzzi con momentaneo pareggio juventino di Möller), ma Di Livio, in cuor suo, è felicissimo. «Fu una domenica fantastica – il ricordo di “Soldatino” al Guerin Sportivo del dicembre 2012 – c’erano tutti gli amici e i famigliari all’Olimpico. L’unico dispiacere era per mio padre Amerigo, che non c’era più. Quella soddisfazione avrei voluto condividerla con lui». Le soddisfazioni lontano da Roma non gli mancheranno, tra Juventus, nazionale e chiusura nel massimo campionato, a quasi 39 anni, con la Fiorentina. Ora, come erede, ha il figlio Lorenzo (nato l’11 gennaio 1997), che è riuscito là dove non era riuscito papà: giocare in Serie A con la maglia della Roma. E’ accaduto il 6 gennaio 2016 contro il Chievo, sarà solo un fuoco di paglia? Lo scopriremo nei prossimi anni.

LE CINQUE AMICHEVOLI GIOCATE DA ANGELO DI LIVIO NELLA ROMA

Martedì 19 giugno 1984, Roma-Ostiamare 6-2
Reti: 1’ Roma (O),19’ Graziani (R), 27’ Di Bartolomei (R), 47’ Giannini (R), 55’ Pruzzo (R), 80’ Di Mauro (R), 82’ Impallomeni (R), 84’ Toscano (O).
Roma: Malgioglio, Nappi (46’ Ferrara), Oddi (46’ Vignoli), Nela (46’ Belardinelli), Falcão (46’ Desideri), Petitti (46’ Cerezo), Conti (46’ Di Livio), Giannini (55’ Baglieri), Graziani (46’ Pruzzo), Di Bartolomei (46’ Impallomeni), Baldieri (46’ Di Mauro). All. Liedholm.
Ostiamare: Massiminiani, Proietti, Di Bartolomei, Mancinelli, Morosini, Quadracci, Susini, Cruciani, Roma, Toscano, Sirocchi. All’ D’Avello.
Arbitro: Molinari.
Note: sconosciute le sostituzioni per l’Ostiamare.

Martedì 4 settembre 1984: Modena-Roma 0-2
Reti: 7’ e 34’ Antonelli.
Modena: Pizzetti, Bottaro, Biffi, Dossena (69’ Torroni), Ballardini, Pulga, De Tommasi, Cuoghi (6’ Arzeni), Gabriellini (83’ Magnifico), Domini, Rabitti (46’ Bergamaschi). In panchina: Tortora. All. Mascalaito.
Roma: Tancredi (46’ Malgioglio), Oddi, Lucci, Righetti (46’ Petitti), Nela, Buriani (55’ Impallomeni), Di Carlo, Cerezo (46’ Di Livio), Pruzzo (8’ Giannini), Graziani (46’ Sgherri), Antonelli. All. Eriksson (in panchina: Clagluna).
Arbitro: Boschi di Parma.
Note: 5.000 spettatori. Angoli: 8-5 per il Modena.

Giovedì 11 ottobre 1984: Roma-Cynthia Genzano 4-2
Reti: 28’ Graziani (R), 54’ Conti (R), 56’ Di Carlo (R), 58’ Scacchi (C), 60’ Iorio su rigore (R), 89’ Petitti autogol (C).
Roma: Malgioglio (80’ Pappalardo), Lucci, Oddi (10’ Petitti), Ancelotti, Bonetti (46’ Maurizi), Maldera (46’ Ferrara), Conti (60’ Di Livio), Giannini (46’ Di Carlo), Iorio, Chierico (60’ Vincioni), Graziani (60’ Sgherri). All. Eriksson.
Cynthia: Ceteroni, Santonastasi, Tetti, Bonafaccia, Gismondi, Carpineti, Ricci, Scacchi, D’Este, Mancini, Marcelletti. All. Abbatini.
Arbitro: D’Innocenzo di Ciampino.
Note: 2.000 spettatori. Non sono note le sostituzioni del Cynthia.

Giovedì 18 ottobre 1984: Roma-Nuova Viterbese 5-0
Reti: 29’ Conti (R), 40’ Righetti (R), 60’ Di Carlo (R), 74’ Iorio (R), 81’ Ancelotti (R).
Roma: Malgioglio (60’ Pappalardo), Oddi (60’ Ferrara), Righetti (46’ Petitti), Bonetti (80’ Fois), Ancelotti, Maldera (46’ Lucci), Conti, Cerezo (60’ Di Livio), Iorio (80’ Nobili), Chierico (46’ Giannini), Di Carlo. All. Eriksson.
Nuova Viterbese: Bambini, Coletta, Turchetti, Mecolo,Caputo, Diana, Rossi, Freddi, Di Prospero, Polidori, Murante. All. Settimi.
Arbitro: D’Innocenzo di Ciampino.
Note: 3.000 spettatori. Angoli: 6-2 per la Roma. Non sono note le sostituzioni della Nuova Viterbese.

Giovedì 25 aprile 1985: Roma-Spes 9-1
Reti: 23’ e 30’ Giannini (R), 45’ Lucci (R), 52’ e 66’ Di Carlo (R), 72’ Sferrazza (S), 78’ Graziani (R), 81’ Di Carlo (R), 89’ Impallomeni (R), 90’ Di Livio (R).
Roma: Malgioglio (81’ Pappalardo), Lucci, Oddi (72’ Petitti), Ancelotti, Nela (15’ Maldera), Righetti (46’ Buriani), Conti (81’ Impallomeni), Cerezo (46’ Antonelli), Pruzzo (46’ Iorio), Giannini (46’ Graziani), Di Carlo (81’ Di Livio). All. Eriksson.
Spes Montesacro: Ciancamerla (72’ Renzetti), Tramontana, Fazzello, Sferrazza, Massaccesi Ingrassia, Leoniello, Giammatteo, Cioeta, Leonardi, Macidonia (53’ Bisceglia). All. Marcellini.
Arbitro: Rosica di Roma.
Note: Nela ha riportato uno stiramento al bicipite femorale della gamba sinistra.

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