Sergio Carpanesi, il mediano di qualità della Roma

Sergio Carpanesi

Regista arretrato più che un semplice mediano, grintoso e dai piedi buoni. Sergio Carpanesi è stato un perno del centrocampo giallorosso per cinque delle sei stagioni vissute a Roma. Nato il 22 marzo 1936 (anche se alcune fonti indicano il giorno 21) a La Spezia, il giovane Sergio inizia a giocare nella sua città, nella squadra fondata dal padre, i Carpanesi Boys. «Mio padre era un appassionato di calcio e rilevò la piccola società subito dopo la guerra – racconta Carpanesi all’As Roma Match Program del 18 marzo 2015 – io cominciai lì a 14 anni, feci con loro la Prima Divisione e continuai a studiare. Fino a quando, durante l’ultimo anno di liceo, ricevetti la chiamata della Fiorentina. Io non ero convito di voler fare il calciatore, avevo in mente di fare il medico, l’architetto. Durante il provino segnai tre gol contro la prima squadra viola e impressionai Bernardini». Quel giorno il suo marcatore Armando Segato, poi colonna della difesa viola e della nazionale, fa davvero una brutta figura. Bernardini tiene d’occhio il ragazzino ancora per un settimana e poi gli fa firmare il primo contratto della sua vita.

Sergio Carpanesi, Fiorentina, Roma e Spezia nel cuore

E’ il 1953 e per Sergio Carpanesi inizia la vera carriera da calciatore nella Fiorentina, non ancora mediano, ma nel ruolo di ala. Con i viola sigla un accordo che prevede uno stipendio base di 15.000 lire, 5.000 quale ulteriore premio di acquisizione e altre 5.000 legate all’ingresso in prima squadra. Milita per due stagioni e mezza nelle giovanili della Fiorentina e poi, finalmente, arriva alla Serie A, debuttando il 13 maggio 1956: il 20enne Carpanesi, lanciato titolare da Fulvio Bernardini, quel giorno realizza addirittura il gol vittoria della Fiorentina sul campo della Spal, una squadra che segnerà ancora felicemente il destino di Sergio. Raccogliendo due presenze in quella prima stagione da professionista, Carpanesi ha l’onore di laurearsi campione d’Italia con i viola, che si aggiudicano il primo scudetto della propria storia in quel memorabile 1955-56.

Sergio Carpanesi

Dopo sei stagioni nel capoluogo toscano, Carpanesi parte verso altri lidi: «Ai tempi il cartellino era di proprietà della società e, contro il mio volere venni mandato a Palermo. Feci una buona stagione e a fine anno venni riscattato dalla Fiorentina. Pensai che sarei tornato a Firenze, invece venni girato alla Spal». Ancora la Spal, la squadra contro cui aveva segnato all’esordio e nella quale si ritrova a giocare nella stagione 1960-61, in Serie A. Un altro bel campionato e la Roma bussa alla porta. «Fu un caso – racconta ancora Carpanesi – infatti giocavo in nazionale militare con molti giocatori della Roma come Losi, Zaglio, Pestrin. Si infortunò Guarnacci e loro consigliarono al presidente di acquistarmi. Fu un acquisto molto oneroso, 110 milioni più un giocatore. Arrivai nel ’61 e rimasi in giallorosso per sei anni».

Carpanesi arriva dalla Spal insieme al portiere Enzo Matteucci ed è immediatamente protagonista in campo, nella doppia finale contro il Birmingham che assegna alla Roma la Coppa delle Fiere. Bravo tecnicamente, Sergio è un mediano tosto pure in fase di interdizione, anche se nel profilo delle Figurine Edi 1961-62 si legge: “È il classico elemento di approccio e di rilancio della prima linea. Meno forte diventa quando riceve l’incarico di tenere l’avversario, cioè quando deve distruggere e non costruire”. E’ alto 1,74 per un peso di 74 chili. Nella Roma, oltre alla Coppa delle Fiere, Carpanesi vince anche la prima Coppa Italia giallorossa, nel 1963-64, disputando tutte le sette partite del torneo. «Erano anni particolari. Io ebbi qualche problema di ambientamento, c’era la stampa di sinistra che mi criticava perché mi acquistò Evangelisti, allora vicepresidente operativo, uomo di destra (in realtà di centro, era nella Democrazia Cristiana, n.d.r.). Eravamo un gruppo importante che fece bene nonostante i problemi economici. Furono gli anni della famosa colletta del Sistina: io non andai, ma molti dei miei colleghi si diedero da fare. Comunque abbiamo sempre avuto il pubblico vicino, anche nei momenti in cui le cose non andavano benissimo. Nell’ultimo periodo non ebbi un gran rapporto con Pugliese e divenne presidente Marini Dettina. Rispetto al presidente Gianni, Marini Dettina era molto diretto e diventò difficile rinnovare i contratti a fine anno».

Carpanesi Roma

Si toglie anche la soddisfazione di segnare uno dei suoi quattro gol in campionato alla Lazio, nel derby del 23 febbraio 1964. I biancocelesti, in vantaggio al 22’ con Rozzoni, vengono raggiunti a 11 minuti dalla conclusione grazie a Carpanesi, che batte di testa Cei in uscita, finalizzando un’azione di Sormani e Corsini. «Come migliore giocatore fui premiato con un pastello di Giorgio De Chirico – ricorda Carpanesi a proposito di quel derby, nelle pagine della Gazzetta dello Sport del 10 marzo 2002 – che Roma! Il più serio era Schiaffino. Anche se messo in seconda linea, era il primo ad arrivare all’allenamento e l’ultimo ad andarsene, dispensava consigli, aveva un’intelligenza tattica inarrivabile, in partitella non si tirava mai indietro e se lo perdevi di vista un attimo, lo ritrovavi nel punto-chiave dell’azione. Lo chiamavamo “il comandante”: modesto, si accontentava di poco o niente, viaggiava per Roma su una 500 bianca pulita di bucato. Poi però, tornato in Uruguay, girava su una Mercedes».

Carpanesi Roma

Carpanesi contro l’Udinese il 24-12-1961 (foto L’Unità)

Losi Carpanesi

Losi e Carpanesi in azione (foto L’Unità)

In giallorosso Sergio Carpanesi gioca quasi 200 partite ufficiali, lasciando la Capitale nel 1967, per approdare alla Sampdoria, dove ritrova Fulvio Bernardini, con il quale però stavolta ha qualche attrito. «Fu un grosso errore lasciare Roma – ricorda Carpanesi al Match Program giallorosso nel 2015 – a Genova trovai un ambiente diverso, una città diversa, con una partecipazione più distaccata dei tifosi. A Roma ci allenavamo al Tre Fontane sempre con qualche tifoso sugli spalti, la Sampdoria aveva dei tifosi un po’ più freddi». “Carpa” lascia nei tifosi romanisti il ricordo di un giocatore di personalità e qualità, combattivo, a tratti un trascinatore della squadra. Dopo l’avventura più amara che dolce in blucerchiato si trasferisce in Serie C nell’Anconitana, tra il 1969 e il 1971, per poi chiudere in Serie D in Umbria, nell’Angelana, ultima nel proprio girone nel 1971-72.

Roma-Inter

Da sinistra: Losi, Mazzola, Carpanesi e Cudicini in volo (foto L’Unità)

Nella sua lunga carriera da calciatore a Sergio Carpanesi manca la nazionale, a parte quella giovanile (l’odierna Under 21), conosciuta in tre occasioni: vi gioca il 15 maggio 1958 (Malta-Italia giovanile 1-1), l’8 novembre 1958 (Italia giovanile-Bulgaria giovanile 2-1 a Bologna) e il 7 maggio 1959 (Italia giovanile-Inghilterra giovanile 0-3 a Milano). Gioca anche nella nazionale militare, con cui vince il titolo mondiale nel 1959, pur non disputando le gare decisive a Firenze.

Da allenatore Sergio Carpanesi ha una buona carriera, soprattutto in Serie C. Guida la Maceratese (1973-76), il Lecco (1977-79), il Pisa (1979-80), il Monza (1980-81), il Prato (1982-84), lo Spezia (1985-90), il Mantova (1990-91) e ancora lo Spezia (1995-97). Nel 1982-83 conduce il Prato alla promozione in Serie C1, ma è soprattutto a La Spezia, la sua città, che è ricordato come allenatore preparato e leale. Realizza il suo capolavoro nella prima stagione, il 1985-86, quando trascina lo Spezia alla promozione in Serie C1 nonostante la società del presidente Pietro Rossetto sia sull’orlo del fallimento e i giocatori non prendano lo stipendio da mesi. I tifosi spezzini di lui scrivono, su uno striscione: “Sergio ultrà, il resto sciacalli”.
Torna così a far sognare una squadra che aveva perso l’abitudine a volare, allenando, tra i suoi giocatori, un centrocampista che si chiama Luciano Spalletti. Nel 1987-88 guida gli Aquilotti al sesto posto nel girone A di Serie C1, che significa qualificazione per la Coppa Italia delle big. Per arrivarci però lo Spezia deve superare uno spareggio, vinto 1-0 contro la Spal, che incrocia nuovamente in modo gioioso il destino di Carpanesi. Nel girone eliminatorio di Coppa Italia il premio maggiore sarà avere la possibilità di sfidare in casa, sia pur a Livorno per esigenze di pubblico, il Napoli di Maradona e Careca che si impone 3-1 il 21 agosto 1988 non senza qualche difficoltà: i gol portano la firma di Francini (Napoli) al 73’, Ceccaroni (Spezia) su rigore al 76’ e Carnevale (Napoli) all’80’ e 83’. In quel 1988-89 lo Spezia arriva terzo nel proprio girone di C1, sfiorando la promozione in Serie B, sfumata soltanto dopo un bruciante ko per 3-1 sul campo dell’odiata Lucchese, all’ultima giornata. L’avventura nella squadra della sua città si conclude nella stagione successiva per poi avere un’ultima appendice tra il 1995 e il 1996.

Nel novembre 2014 Carpanesi partecipa, allo Stadio Olimpico, alla cerimonia celebrativa del cinquantesimo anniversario della conquista della prima Coppa Italia da parte della Roma. In un passaggio di una lettera inviata al club giallorosso, l’ex mediano scrive che la sua partecipazione aveva voluto essere «un gesto d’amore, di affettuoso ricordo, di viva riconoscenza verso Roma squadra e città. E’ un ricordo, un’emozione ancora intensa perché identifica una parte significativa della mia giovinezza, probabilmente il periodo più bello della mia vita».  

Sergio Carpanesi

Sergio Carpanesi (foto L’Unità)

Fonti: Magica Roma di Alberto Pallotta e Angelo Olivieri – Unmondoaparte.
Dizionario della Grande Roma di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco – Newton Compton Editori.
Annuario degli Allenatori di Calcio – Società Stampa Sportiva.
Almanacco Illustrato del Calcio – Edizioni Panini.
As Roma match program del 18 marzo 2015.
As Roma “on this day” del 22 marzo 2015 (www.asroma.it).
www.calcioreference.com.

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